La pasta fresca è un’alternativa di gusto per impreziosire piatti e ricette della tradizione o delle nuove tendenze della haute cuisine. Ma qual è esattamente la differenza tra la pasta secca e la pasta fresca?

Una prima differenza può riguardare le varie tipologie di farine impiegate per la loro preparazione. In Italia, la pasta secca può essere prodotta e venduta solo se si utilizzano impasti di sfarinati di grano duro, come la semola o il semolato integrale. Nella preparazione della pasta fresca, invece, oltre all’utilizzo di sfarinati di grano duro è possibile utilizzare anche farine di grano tenero.

Un’altra differenza sostanziale tra la pasta fresca e quella fresca sta nel processo di lavorazione: a differenza di quella fresca, la variante secca subisce un trattamento di essiccazione che ne riduce il tenore di umidità fino al 12,50%. La pasta fresca, invece, può essere venduta anche subito dopo la trafilazione.

Anche le modalità di conservazione cambiano: la pasta secca può essere confezionata e conservata per lunghi periodi di tempo, prima di essere cucinata e consumata. La pasta fresca, invece, va tenuta in frigo, ad una temperatura compresa tra i 2° C e i 4° C, per mantenerne intatte tutte le sue proprietà. Anche la pasta fresca può essere confezionata, ma deve avere un contenuto di umidità di almeno il 24% ed essere pastorizzata.

Secondo gli esperti, la differenza tra pasta fresca e pasta secca si avverte anche al palato ed è dovuta all’impiego di farine differenti. A cambiare è anche la resa di cottura: se 250 gr di pasta secca possono bastare per formare 4 porzioni, con la stessa quantità di pasta fresca si preparano all’incirca solo tre piatti.

Che sia fresca o secca, resta il fatto che la pasta rappresenta un elemento d’unione, un piatto in cui tutti si riconoscono in quanto italiani. Vieni a provare le nostre specialità!